Permesso di Lavoro Retribuito per far curare il Cane: primo caso in Italia

Roma – Una buona notizia per tutti gli amanti e i proprietari di animali domestici quella che arriva dall’Università La Sapienza di Roma, dove una dipendente ha chiesto ed ottenuto un permesso di un paio di giorni per poter assistere il suo cane malato.

Come si sono svolti i fatti?

La donna, single ed impiegata presso l’Ateneo romano, si è trovata in una situazione molto difficile, che purtroppo in tanti devono fronteggiare: dover assistere il proprio cane, portandolo dal veterinario e fornendogli l’assistenza necessaria durante le prime fasi della convalescenza. Tutto questo senza poter contare sull’aiuto di amici e parenti.

Non sapendo che fare davanti all’urgenza di far operare il cane per una paralisi alla laringe e senza nessuno che potesse aiutarla a gestire la situazione, la donna si è rivolta alla sezione legale della LAV, la lega anti-vivisezione.

In effetti le alternative possibile erano sostanzialmente due:

  • Assentarsi dal lavoro
  • Lasciar morire il cane

Analizziamo la seconda opzione, per quanto possa farci ribrezzo il solo pensiero: abbandonare alle proprie sofferenze il cane non è solo un fatto immorale, bensì si tratta anche di reato.

Proprio su questo si è basato il consiglio degli avvocati di LAV: come evidenziato da alcune sentenze passate in Cassazione, non curare l’animale avrebbe configurato reato, da inserire tra i reati di maltrattamento ed abbandono.

Davanti a ciò, l’Università ha concesso il permesso, che da contratto può essere accordato in caso di grave motivo familiare e personale.

Questo significa (finalmente) riconoscere e tutelare il fatto che il cane sia a tutti gli effetti un membro della famiglia, che condiziona inevitabilmente la vita del proprietario, che suo malgrado a volte può essere costretto a sacrifici imprevisti.

Ecco le parole del Presidente della LAV al Sole 24 Ore:

Ora con le dovute certificazioni medico-veterinarie, chi si troverà nella stessa situazione potrà citare questo importante precedente. Un altro significativo passo in avanti, che prende atto di come gli animali non tenuti a fini di lucro o di produzione sono a tutti gli effetti componenti della famiglia

Gianluca Felicetti - Presidente LAV

In effetti siamo davanti a un caso che d’ora in poi sarà un precedente: anche se nel nostro ordinamento un caso non fa giurisprudenza, è chiaro che non possiamo essere che contenti se problemi simili vengono evidenziati e portati alla luce del sole.

Infine, un grandissimo augurio al cane inconsapevolmente protagonista della vicenda: che possa guarire presto e ricevere la migliore assistenza e tutto l’affetto che gli serve dalla sua proprietaria.


Non perdere tutti gli Aggiornamenti GRATIS: Clicca su Mi Piace!

Commenti

commenti