Milano, denunciato un 55enne per uso del collare elettrico sul cane

Torniamo a parlare di quel vero e proprio strumento di tortura che si chiama collare elettrico, ma questa volta con una buona notizia: a Cassano d’Adda in provincia di Milano, un 55 enne è stato denunciato per aver fatto indossare il collare elettrico al suo cane (nella variante collare antiabbaio).

Verso le 16.30 di giovedì, un ragazzo che andava a spasso con il suo cane, ha sentito dei guaiti provenire da un giardino di una villetta. Dando uno sguardo dentro ha notato il cane con uno strano aggeggio al collo e ha subito allertato i carabinieri. Ci sentiamo di fare un plauso a questo ragazzo, che ha scelto di non voltarsi dall’altra parte.

All’arrivo delle forze dell’ordine, il proprietario ha spiegato di averlo applicato a seguito delle continue lamentele dei vicini per gli abbai continui del cane. Si è poi giustificato dicendo: “non pensavo fosse doloroso”. Forse questo signore ha qualche problema di udito.

Cosa dice la legge

Purtroppo non dice molto. La vendita è libera, ma di fatto l’utilizzo è per così dire “vietato”. Nel 2005 l’ordinanza Storace (GU n. 158 del 9-7-2005), vietava l’uso del collare elettrico. Successivamente il TAR del Lazio in seguito a pesantissime proteste delle aziende che producevano questi collari, ha abrogato l’ordinanza che li vietava. La magra consolazione è una sentenza della Cassazione del 2007 che afferma quanto segue:

“…l’uso dei collari elettrici costituisce incrudelimento senza necessità nei confronti di animali, suscettibile di dare luogo quanto meno al reato di cui all’articolo 727 Cp: “ogni comportamento produttivo nell’animale di sofferenze che non trovino giustificazione nell’insuperabile esigenza di tutela non altrimenti realizzabile di valori giuridicamente apprezzabili.“

A quanto sembra il proprietario è stato denunciato facendo riferimento all’articolo 544 ter del codice penale (segno di molta confusione in materia). Vale la pena ricordare cosa prevede questo articolo:

(Maltrattamento di animali). – Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale.

Art. 544-ter. – Codice Penale

Reclusione da 3 a 18 mesi o multa da 5000€ a 30.000€

L’uso di collari elettrici e collari anti-abbaio

Pessimo, ignobile, diseducativo e crudele. Non stiamo qui a fare facili moralismi sull’utilizzo di questo strumento, ma il suo utilizzo denota una mancata conoscenza assoluta del cane, e del modo corretto di instaurare un rapporto di rispetto reciproco.

Il cane è un essere sensibile, pieno di emozioni, che si fida ciecamente di noi. Il nostro modo di agire non può e non deve essere basato sul suo dolore. Insegnare qualcosa al cane tramite tecniche dolorose e dannose, può portare a dei risultati nel breve periodo, ma oltre a non instaurare un vero rapporto con lui, potremmo anche causargli dei danni fisici e morali permanenti. Non esiste un modo “corretto” di utilizzare il collare elettrico. Diffidate da chiunque vi dica il contrario.

Abbiamo parlato in modo approfondito di questi due tipi di collari se vi interessa approfondire l’argomento. Qui sotto i link:

Articolo: Il collare elettrico

Articolo: Il collare antiabbaio


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