Non raccogli la cacca del cane? In arrivo il test del Dna

Succede a Malnate, un comune di circa 16.000 abitanti in provincia di Varese, dove il sindaco Samuele Astuti e l’assessore con delega all’Ambiente Giuseppe Riggi hanno presentato la procedura per combattere uno dei fenomeni più diffusi ed odiati dai cittadini: l’abbandono delle deiezioni canine sui marciapiedi e nelle aree pubbliche.

Come funzionerà

L’assessore Riggi spiega: “Procederemo in collaborazione con il Servizio Veterinario della Provincia di Varese che doterà il personale di Polizia Locale di 2 lettori di microchip, che verranno utilizzati dai nostri agenti per controlli a campione al fine di verificare la registrazione dell’animale all’anagrafica canina. 

Una volta aggiornata la banca dati per il territorio di Malnate, saremo  in grado di definire il numero esatto di cani presenti nella nostra cittadina. Ad oggi ne risultano registrati circa 2100. Contestualmente, si stipulerà una convenzione con un ente abilitato, per effettuare il test del DNA, tramite prelievo di saliva, su tutti i cani di Malnate.” 

Secondo quanto dichiarato, il test verrà eseguito da personale qualificato e dotato di idonea attrezzatura, senza alcun rischio per l’animale e senza alcun costo per il proprietario. L’onere economico dell’esame sarà ,infatti, a totale carico dell’amministrazione, nell’ambito di un accordo con la Società affidataria dei Servizi di Igiene Urbana.

L’assessore riggi prosegue: “Una volta completato l’iter la procedura prevede che l’operatore ecologico impegnato nella pulizia manuale, affiancato da un agente di Polizia Locale per la notifica, effettui il campionamento della deiezione abbandonata, e la invii al laboratorio incaricato per le analisi del DNA. In questo modo sarà possibile risalire all’animale e procedere a sanzionarne il proprietario incivile.

I proprietari di cani che si comportano in maniera civile non hanno nulla da temere: coloro i quali, già oggi, si impegnano al rispetto dei regolamenti vigenti, si troveranno gratuitamente in possesso della mappatura genetica del loro animale; informazione utile sia per definire il pedigree o le razze di provenienza dei meticci, che per risalire e prevenire l’insorgere di  malattie alle quali sono potenzialmente soggette le varie razze.”

La nostra opinione

Il titolo di questo articolo avrebbe potuto essere “Come buttare al vento migliaia di euro e non risolvere assolutamente niente”. Questa in breve, la nostra opinione, ma andiamo con ordine.

La Polizia Locale dovrebbe già avere 2 lettori microchip per effettuare controlli a campione sui cani del territorio. Le sanzioni per la mancata iscrizione all’Anagrafe Canina Regionale vanno da € 78,00 a € 233,00. Oltre che essere obbligatorio per legge e’ un forte deterrente contro gli abbandoni. Da quanto dichiarato, è abbastanza evidente che i cittadini di Malnate avrebbero potuto non mettere il microchip, dato che i controlli erano inesistenti. Il personale non aveva neanche un lettore microchip.

Il test verrà eseguito da personale qualificato e dotato di idonea attrezzatura. Per effettuare il test della saliva si dovrebbe usare questo:

dna

 

Dubitiamo fortemente che il comune di Malnate (che non è in possesso neanche di un lettore microchip da 50 euro), abbia personale qualificato a mettere un bastoncino in bocca al cane senza arrecargli fastidio o prendersi un morso.

L’operatore ecologico impegnato nella pulizia manuale, affiancato da un agente di Polizia Locale per la notifica, effettui il campionamento della deiezione abbandonata, e la invii al laboratorio incaricato per le analisi del DNA.

Quindi: due persone impegnate a raccogliere la cacca di un cane. L’operatore ecologico in pieno stile R.I.S. di Parma (o Csi), smette di lavorare, prende una busta trasparente per il campionamento, inserisce la prova e la passa all’agente di Polizia che la porterà in laboratorio per una costosissima procedura di analisi del Dna.

Ma c’è di più! I proprietari diligenti si troveranno gratuitamente in possesso della mappatura genetica del loro animale, che tradotto vuol dire: fate riprodurre i vostri animali domestici! D’altronde in Italia, il problema del controllo delle nascite, degli abbandoni, dei randagie dei cani vaganti non esiste.

Naturalmente questo esperimento non è riproducibile su larga scala nelle grandi città. Il costo dei teste il personale impiegato per effettuare i controlli sarebbero insostenibili. Vi terremo aggiornati qualora questo esperimento andasse in porto, documentando eventuali risultati positivi. Nel frattempo, abbiamo una domanda che ci frulla per la testa: non sarebbe bastato incrementare i controlli sulle aree pubbliche frequentate dai cani e predisporre sanzioni certe?


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