Perchè il mio cane non torna se lo chiamo? Insegnare il richiamo

E’ un triste dato di fatto: alcuni proprietari di cani non lasciano mai il proprio amico libero per l’ansia di non poterlo più recuperare (molto spesso fondata). Alcuni di loro hanno provato, e lasciato perdere dopo poco, visti i risultati. Altri, con un idea ben precisa, scelgono di non insegnare il richiamo perchè “il cane è libero, non deve obbedire ai miei comandi, io non sono il suo padrone, può fare quello che vuole”. Non è proprio così. Queste stesse persone hanno costantemente il guinzaglio in mano e generalmente evitano i luoghi affollati perchè il cane non è ben socializzato. Fanno eccezione solo rari casi in cui il rapporto uomo-cane è talmente simbiotico, che spiegare qualsiasi cosa è superfluo.

Ognuno è libero di scegliere un metodo che ritiene giusto. Non si tratta, però, di far diventare il proprio cane un animale da circo, ma piuttosto di fargli capire qualcosa che gli permetterà di essere realmente libero, e di convivere con il suo amico umano in totale armonia e fiducia reciproca. Se c’è un “comando”, se così si può chiamare, che si deve spiegare al cane è proprio il richiamo.

Perchè non torna?

Il richiamo è spesso ignorato o frainteso dal cane. Perchè? Per richiamare un cane la maggior parte delle persone urlano semplicemente il nome del cane. Il nome non è un comando, ricordiamocelo. I cani non si danno nomi fra di loro. Nella relazione con l’uomo il nome del cane è solo un modo di attirare la sua attenzione. “Pabloooooooooo!!!!”. Il povero Pablo si girerà verso il suo umano pensando “Si? Che c’è? Dai, sono un pò impegnato, dimmi che c’è… vabbè continuo a farmi i fatti miei!”. Questa scenetta avviene normalmente le prime volte, ma dopo poco il cane non si girerà neanche più per ascoltare cosa vuole il suo umano. Immagino addirittura una conversazione fra cani al parco:

Altro cane: “Ehi Pablo ma il tuo umano che vuole?”
Pablo: “Niente, ogni tanto quando veniamo qua si mette a gridare come un dannato ma poi non vuole niente.. io lo ignoro ormai..”
Come fare allora?

Dare un ordine preciso

Assicurarsi prima di tutto che il cane vi veda. Non fare gesti a vuoto, e non camminare verso di lui. Quando avete un contatto visivo con il vostro amico, chiamatelo facendo seguire un comando al nome: “Pablo, vieni!”, “Pablo vieni qui”, o qualsiasi altro comando vogliate usare. Usate sempre lo stesso termine. In questa fase una tecnica che aiuta molto è direzionare il vostro corpo nel senso opposto a quello dove si trova il cane, come a volervi fare seguire. Se lo chiamate restando di fronte a lui potrebbe essere intimorito dalla vostra imponenza.

Ogni volta che il cane torna dovete imperativamente fargli tanta festa e dargli tante attenzioni come se avesse appena conseguito una laurea in medicina. E’ importante ricordare che il cane è molto sensibile al vostro linguaggio corporeo. Se il cane non torna immediatamente, accade spesso che l’umano si metta a gesticolare nervosamente e alzi il tono di voce, o peggio inizia a corrergli dietro. Il cane riceve il messaggio che il suo umano è nervoso e non oserà più ritornare.

Mai punire il cane durante il richiamo

Un cane non va mai punito quando arriva vicino a voi , e ancor di più per l’idea di punizione che hanno gli umani. Le punizioni corporali per come sono intese dagli umani non sono previste fra cani. Avete mai visto un cane inseguirne un altro con un giornale in mano? Eppure secondo le nonne era il metodo migliore.

Durante il richiamo è di fondamentale importanza non punire il cane in nessun modo. Se dopo estenuanti ore di gioco al parco, è arrivato il momento di tornare a casa e il cane non ne vuole sapere, non bisogna innervosirsi. Se, anche nella peggiore delle ipotesi, avete impiegato un’ora per recuperare il cane, non bisogna mai punirlo. In questo modo, gli facciamo associare il “ritorno” con una punizione, e la volta successiva (sempre che decidiate di liberarlo di nuovo) ci vorranno due ore per riprenderlo.

Fare dei richiami intermedi

Seguendo la stessa logica, se il cane associa il richiamo al momento in cui il gioco è finito e si torna a casa, sarà meno incentivato a ritornare: “ogni volta che mi chiama poi andiamo subito via.. questa volta non torno!! Poi ogni tanto mi insegue anche! Che bello! Giochiamo!“. Se la passeggiata al parco dura ad esempio 40 minuti, per fare capire al cane il comando “vieni” è importante richiamarlo in momenti intermedi. Attenzione alla scelta del momento! Se lo chiamate in un momento in cui è impegnatissimo a rincorrersi con altri cani non verrà mai (a questo ci arriverete quando avrete un pieno controllo del vostro amico).

Chiamatelo in un momento di “pausa” e premiatelo con attenzioni (o un biscottino ogni tanto). Questo darà al cane il giusto messaggio. Nella mente del cane ci sarà un pensiero del genere: “Quindi.. fammi capire.. io torno, grandi coccole, festa e ogni tanto biscottino, e poi sono libero di nuovo? Fantastico!! La prossima volta torno ancora prima!”.

Riassumendo

Da fare

  • assicurarsi che vi veda quando lo richiamate
  • dargli un ordine preciso
  • ricompensare il fatto che sia venuto
  • esercitarsi in luoghi “sicuri” le prime volte
  • fare dei richiami intermedi

Da non fare assolutamente

  • innervosirsi se non torna
  • limitarsi a chiamarlo per nome
  • punirlo al suo ritorno
  • tornare a casa quando siete riusciti a prenderlo

 


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