Usare le maniere forti con il cane: perché non farlo mai

Torniamo a parlare di violenza o di metodi sbagliati. Abbiamo affrontato l’argomento più volte in passato, ma ci preme così tanto far cambiare idea ad alcuni che non sarà mai abbastanza.

3 importanti ragioni per non punire il cane

Partiamo dalla base. Tre motivi principali per non alzare mai un dito sul cane sono questi:

  • Non gli insegna nulla: una punizione indica al cane solo quello che non deve fare, senza dargli alcuna indicazione su cosa sarebbe giusto fare o cosa ci si aspetta da lui.
  • Causa stress: una punizione è dannosa perché causa alti livelli di stress.
  • Rovina la relazione: il rapporto fra chi la subisce e chi la infligge è decisamente rovinato. Per recuperare e “farsi perdonare” servirà parecchio tempo, specie se le punizioni sono continue e totalmente immotivate. Non sempre sarà possibile recuperare un rapporto.

Fatta questa premessa, cerchiamo di andare più a fondo nel problema.

Come la vive il cane?

Il problema più grosso dei metodi coercitivi (ma anche di alcuni metodi gentili), e che funzionano a meraviglia nel breve periodo. Per ogni “problema” comportamentale del cane ci sarà un “metodo” per risolverlo in breve tempo.

Prendiamo ad esempio un problema piuttosto diffuso: in passeggiata il cane tira al guinzaglio quando incrocia altri cani e si mostra aggressivo. I motivi per cui lo fa possono essere tantissimi e fra questi, tanto per citarne uno, è l’eccessiva reattività nei confronti degli altri cani.

Che vuol dire? Il cane non sopporta di incontrare altri cani in passeggiata, non li tollera. Ogni volta che ne incontra uno ha voglia di allontanarlo e cerca di dirglielo in tutti i modi. Perchè lo fa? Ogni cane avrà una buona ragione, solo sua. Non si può generalizzare. Possono essere brutte esperienze in passato, territorialità, una femmina in calore nei paraggi, socializzazione inadeguata da cucciolo e via dicendo.

Il punto è che la nostra reazione a questo comportamento gioca un ruolo decisivo. Se dato questo problema, strattoniamo o strangoliamo il cane ogni volta che ne incrociamo un altro, metteremo tensione fra di noi. Vedetela in questo modo: il cane, in quel momento, ha un problema. Come lo stiamo risolvendo? Creandogli un problema più grosso: NOI.

Evitamento

Il problema più grosso che stiamo creando potrebbe essere riassunto in questo modo: è come se dicessimo al cane “se quando incontri gli altri cani ti mostri aggressivo, io sarò li a punirti/strangolarti/strozzarti, quindi non farlo”. Il metodo, purtroppo, funzionerà.

Per evitare le punizioni il cane metterà in atto delle strategie di evitamento che attenueranno la sua risposta, e ci risolveranno un problema (solo a noi), ma lasceranno intatto il suo disagio. In che modo sarà risolto, infatti, il suo malessere nell’incontro con altri cani? Non sarà risolto.

Per inciso, le strategie di evitamento vengono messe in atto anche utilizzando un metodo gentile in casi come questo. Convincendo il cane a ignorare lo stimolo avverso con l’utilizzo di bocconcini, gli stiamo semplicemente insegnando a far finta che il problema non ci sia. Allo stesso modo, questa strategia non toglie nulla al suo disagio. Si tratta semplicemente di un’altra strada, non violenta e traumatica, per fare finta che il problema non esista.

Come fare allora?

Per ottenere un cambiamento reale, dovremo analizzare in modo approfondito il suo disagio e le ragioni che stanno alla base della sua reazione. Capire il cane vuol dire entrare in simbiosi, mettersi nei suoi panni, condividere il problema per uscirne insieme.

Quando si parla di disagio non c’è una bacchetta magica, e non c’è una soluzione valida per tutti. Ogni cane è una storia a se, un individuo unico che ragiona, pensa ed ha emozioni diverse da tutti gli altri. Per entrare nel suo mondo e conoscerlo a fondo, la migliore soluzione è affidarsi ad un professionista serio, che non vi proponga tecniche miracolose e soprattutto rapide per risolvere qualsiasi tipo di problema.


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