Al via il processo per i 4 killer del Cane Angelo

Sangineto (Cosenza) – La storia di Angelo, un bel randagio bianco seviziato ed ucciso da quattro giovani, ha fatto il giro del web più e più volte, fino a finire in televisione, quando Le Iene si sono occupate del caso, andando sul posto ad indagare.

Di quel servizio televisivo rimangono impresse frasi e facce, rimane impressa l’omertà e la noncuranza di molti, che non hanno il minimo rispetto per la vita degli animali.

Oggi è cominciato il processo a carico di questi 4 ragazzi che hanno dapprima attratto il cane Angelo, per poi seviziarlo fino alla morte, riprendendo tutto con un cellulare.

Come spesso accade in questi casi, il video in poco tempo, per quanto raccapricciante possa essere, è sbarcato su tutti i social ed è stato difficile frenarne la diffusione.

Impiccato, poi finito con una pala da giardino: questa la barbara fine che è stata inflitta al povero cane.

L’interesse mediatico e quello dei personaggi e delle associazioni note non si è fatto attendere. Così la deputata Maria Vittoria Brambilla ha usato parole chiare:

Alla magistratura il compito di applicare la legge – commenta la deputata Brambilla -, a noi quello di sollecitare la giusta punizione per un inquietante mix di crudeltà e di esibizionismo che dovrebbe preoccupare innanzitutto le autorità locali e non solo chi da mesi tiene alta la bandiera della protesta. Contro ogni tentativo di minimizzare, contro ogni tentazione di dimenticare, noi siamo e saremo sempre in prima linea

Anche l’Ente per la protezione degli animali (ENPA) era presente in aula con l’avvocato Ricci, costituendosi parte civile ha affermato:

Gli imputati sono molto pericolosi per la società: non solo avrebbero seviziato e barbaramente ucciso il povero animale, ma si sono pubblicamente vantati del loro gesto criminale, riprendendo il tutto con un uno smartphone e pubblicando il relativo video su Facebook. Siamo in presenza di un comportamento di inaudita crudeltà, che desta grande preoccupazione sulla personalità degli imputati, poiché trasforma in motivo di vanto la tortura e le sofferenze imposte a un altro vivente

Dal canto loro i ragazzi, per mezzo dei loro legali, hanno richiesto il rito abbreviato e tutte le decisioni sono state rimandate al 18 maggio, giorno di una nuova udienza.

Gli animalisti ed in generale le persone di buonsenso, non possono fare altro che sperare in una pena esemplare, che lanci un chiaro messaggio e protegga a lungo persone ed animali da gente tanto vigliacca.


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