Isolamento sociale del cane

Vi siete mai trovati da soli in luogo isolato? Soli, non un’anima viva nel giro di parecchi chilometri. Avete un libro che avete letto già 3 volte. Niente Tv o altre distrazioni. Cibo e acqua a sufficienza. Soli. Come vi siete sentiti?

Credo sia molto difficile per chi non abbia provato una simile esperienza immedesimarsi. Ogni rumore è un punto interrogativo e il silenzio è assordante. Il senso di vuoto riempe l’anima e ti colpisce allo stomaco.

Immaginate questa situazione protrarsi per parecchi anni e avrete una vaga idea di come si sente un cane isolato da un gruppo sociale. 

Forme di maltrattamento ignorate: emarginazione del cane

Non c’è un termine più adeguato per spiegare il concetto. L’isolamento sociale è una vera e propria forma di maltrattamento, ma che a differenza di tutte le altre non lascia segni evidenti sul corpo. Cani isolati in campagna, relegati in giardino o chiusi in balcone, sono fra i più infelici al mondo.

Prendiamo per esempio un cane in una casa di campagna. Che cosa gli manca? Il proprietario porta cibo in abbondanza ogni due giorni e l’acqua non manca mai. Ha una tettoia sotto la quale può ripararsi e un terreno immenso dove potersi divertire. Credete che sia un cane felice? Anche se teniamo il cane in un luogo che sappiamo essere “sicuro”, il cane non è della stessa opinione. Non c’è sicurezza a stare da soli e non è una scelta che il cane farebbe mai.

Il bisogno di appartenenza, di sentirsi parte di un gruppo, di una squadra, è un bisogno paragonabile alla sete. Tutto ciò di cui ha bisogno un cane non sono crocchette e acqua. Il bisogno di legami sociali di qualsiasi genere, siano essi con individui della sua stessa specie o con gli umani, è un bisogno fondamentale del cane, indispensabile per il suo equilibrio psico-fisico.

Tra l’altro se un cane non si sente sicuro, perchè è solo, può essere difficile per lui riposare adeguatamente durante il giorno. Questo può causare ansia, depressione e altri problemi di salute piuttosto importanti.

Non prendere un cane

Un cane non basta volerlo. Per scegliere di dividere parte della propria vita con un cane è importante informarsi adeguatamente prima di farlo. Tante, troppe persone ancora oggi scelgono di prendere un cane solo perchè hanno uno spazio esterno. Magari nei disegni dell’architetto o nella pubblicità dell’agenzia immobiliare c’era un cane in giardino, e allora cosi, ne prendono uno per completare la loro idea di giardino.

Avere un cane ti cambia la vita, ma solo se si è pronti a fare il salto verso quell’universo meraviglioso che queste creature sono in grado di regalarci.

Molto spesso, ed è un fatto ancora più grave, l’isolamento sociale viene dopo un periodo vissuto in casa. Il cane sporca, abbaia, salta, gira, rovina i mobili, fa pipi in casa. La mancanza di informazione dei proprietari fa si che la convivenza sia un disastro e la colpa non è certamente del cane. Prima di prendere un cane è indispensabile avere un idea chiara di cosa aspettarsi per gli anni avvenire.

Pochi lo sanno, ma uno dei ruoli dell’educatore cinofilo consiste nell’effettuare consulenze pre-adozione. Non si tratta solo di scegliere quale razza faccia al caso nostro, ma soprattutto di avere un’idea ben precisa dell’impegno che comporta scegliere di vivere con un cane.

Giardino = Arresti domiciliari

Un giardino, uno spazio esterno, una campagna, sono tutti luoghi magnifici dove trascorrere del tempo INSIEME al cane. Non sono e non devono mai diventare la “casa” del cane. Come possiamo non accorgerci della sofferenza che causa l’isolamento sociale? Anche noi siamo animali sociali, e non perdiamo occasione di stare in contatto con altri umani, almeno una volta nelle nostre giornate.

Se essere rinchiusi in canile può essere paragonato al carcere, la detenzione in giardino ha grossissime affinità con gli arresti domiciliari. Possiamo anche essere in un bel posto, e possiamo considerarlo “casa”, ma il mondo li fuori ci mancherà come l’aria quando stiamo troppo tempo sott’acqua. Pensateci.


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