Monza, parte in vacanza e lascia il cane a casa: denunciato

Qualche giorno fa la Polizia è intervenuta in via D’annunzio a Monza, in seguito a una segnalazione di alcuni residenti. Da un po’ di tempo infatti, si sentivano latrati continui, abbai, lamenti e un forte odore proveniente da uno degli appartamenti di uno stabile.

Uno volta sul posto, provano a bussare alla porta: nessuna risposta. Poco dopo arriva un uomo di 21 anni che spiega di essere venuto a dar da mangiare al cane. Una volta aperta la porta la scena che si presenta agli agenti è a dir poco raccapricciante.

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Dopo un po’ gli agenti scoprono che il proprietario, un 39enne, è partito i primi di maggio per un lungo viaggio. In sua assenza ha chiesto all’amico più giovane di nutrire il cane, ed è stato preso alla lettera evidentemente.

Il cane, per fortuna, è stato portato via da quella situazione drammatica, ed è stato portato al Canile Fusi di Lissone, dove gli auguriamo di starci il meno possibile. Entrambi gli uomini sono stati denunciati per maltrattamento di animali.

Art. 544-ter. (Maltrattamento di animali)
1. Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro.
La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi.
La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale.

Un’orribile vicenda

Lasciando stare per un attimo il fatto che il cane sia un animale sociale che soffre terribilmente qualsiasi situazione di solitudine; ma come si può pensare che un cane possa stare in queste condizioni per così tanto tempo?

Dall’unica foto diffusa sui giornali sembra che il cane sia stato chiuso su un balcone, per fortuna con un po’ d’ombra. Gli escrementi sul pavimento lasciano intuire che non sia stato pulito fin dall’inizio della prigionia, ed è un comportamento da criminali.

L’unica attenuante potrebbe essere l’essersi affidato a una persona incompetente e crudele per accudire un cane. Se l’uomo (in vacanza) avesse dato direttive precise al suo “amico”, anche dietro compenso, e poi fossero state disattese, sarebbe giusto che il cane tornasse a casa sua. Spetterà ora alla magistratura e alle indagini della polizia far luce sull’accaduto.

Foto da MonzaToday.


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