Cane che abbaia insistentemente: disturbo alla quiete?

Non è raro nei tribunali di tutta Italia imbattersi in questioni come questa. Il cane abbaia a tutte le ore del giorno e della notte, e i vicini si lamentano. Il cane abbaia mezza volta al giorno e i vicini si lamentano. Tutto ciò fa parte dell’eterna lotta fra i proprietari di cani e il resto del mondo.

E’ facile immaginare che noi ci schieriamo dalla parte dei proprietari dei cani, ma la nostra libertà finisce dove comincia quella dell’altro. Rispettiamoci a vicenda e nessuno si farà del male. Vediamo cosa dice la legge, per capire quando le lamentele sono giustificate e quando no.

Abbaiare è un diritto del cane

In realtà “la legge” vera e propria (per così dire) non ha mai stabilito niente del genere. In molti siti la notizia che “abbaiare sia un diritto del cane” è stata riportata in modo superficiale come una conquista del mondo cinofilo, ma la realtà dei fatti è ben diversa.

Che abbaiare sia un diritto fondamentale del cane non dobbiamo dirlo noi, lo dice Madre Natura. A confermare Madre Natura ci ha pensato un giudice del tribunale di Lanciano, Giancarlo De Filippis, un giudice ordinario, ovvero il primo grado di giudizio (successivamente ci saranno Corte d’Appello e corte di Cassazione).

La sentenza di un giudice ordinario non è legge, chiariamolo subito. Si tratta semplicemente di un precedente giudiziario importante sulla base del quale i procedimenti successivi potranno giudicare, senza alcun obbligo ne pressione psicologica. Ben diverso è il caso della Corte di Cassazione, le cui pronunce sono in grado di dettare le linee guida per tutte le pronunce successive.

In quel caso il giudice ha fatto riferimento agli articoli 544 bis e successivi del codice penale (molto generici), all’art. 5 della legge 189 del 2004 e alla ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, che stabilisce l’obbligo morale dell’uomo di rispettare tutte le creature viventi.

Da questi riferimenti normativi ha dedotto che i pastori tedeschi “citati in giudizio”, non fossero colpevoli perchè stavano svolgendo il loro lavoro nella casa in campagna del proprietario, ovvero: fare la guardia.

Cane che abbaia in condominio

La questione è complessa e come sempre il legislatore non ha fornito una legge chiara e applicabile in modo esatto. Nel tempo si sono alternate varie pronunce dei tribunali che favorivano a volte i proprietari e a volte i vicini “disturbati”. La Corte di Cassazione ha cercato di fare chiarezza, e ribadito più volte che si deve fare riferimento all’articolo 659 del codice penale:

Art.659 c.p.: “Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a € 309“.

L’art. 659 c.p. configura un’ipotesi di “reato di pericolo presunto” il che vuol dire che non è necessaria la prova dell’effettivo disturbo di più persone, ma basta la “potenzialità” della condotta a disturbare più persone. (Cass. pen. n. 8351/2014)

Un altro aspetto importantissimo, stabilito da una sentenza del 2015 è che il disturbo deve essere arrecato (anche potenzialmente) a un numero indeterminato di persone.

Se il vostro vicino di casa dovesse lamentarsi per i rumori del cane, ma è l’unico ad essere effettivamente disturbato, non c’è reato. Non si configura nessuna responsabilità penale, ma ciò non vuol dire che non possa ricorrere civilmente e chiedere un risarcimento economico del danno (anche morale).

In ogni caso, anche se dovesse disturbare un condominio intero, non fatevi ingannare da chi dice che sarete obbligati ad allontanare il cane, o no tenerlo più in casa. Questo, per legge, non è possibile. Per tutta la regolamentazione riguardante i cani in condominio fate riferimento a quest’altro articolo: Cani in condominio, tutto quello che c’è da sapere

Cane che abbaia di notte

Com’è facile immaginare, l’abbaio notturno è fra le cause più frequenti di litigi condominiali sui cani, perchè è oggettivamente la cosa più fastidiosa.

A questo proposito c’è da dire che la legge non fa alcuna differenza fra notte e giorno. La quiete pubblica (riferendosi sempre a una moltitudine di persone e non un singolo individuo) è un bene tutelato in ogni ora, sia notturna che diurna, a prescindere da orari lavorativi (Cass. pen., sez. I, 12 gennaio 1996, n. 1005).

Cos’è normale tollerabilità?

Come accennato sopra, qualora il disturbo non sia arrecato a un singolo individuo ma a molte persone, pur non essendoci responsabilità penale è sempre possibile incorrere nella responsabilità civile. Detto in altro modo: potreste essere condannati al risarcimento del danno.

Art.844 codice civile – Immissioni

Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi (890, Cod. Pen. 674).

Questo articolo viene applicato ai litigi condominiali sugli abbai eccessivi, considerati come immissioni. Un concetto fondamentale viene espresso: la normale tollerabilità.

Volutamente e spudoratamente generica, la normale tollerabilità deve essere commisurata alla condizione dei luoghi. Cosa vuol dire? Facciamo un esempio per capirci meglio:

Due cani abbaiano allo stesso modo, lo stesso numero di volte e agli stessi orari. Uno abita in centro a Milano, l’altro in aperta campagna con due-tre case di fianco. Quali vicini saranno più disturbati dai rumori? E’ probabile che i vicini di Milano non riescano neppure a sentire l’abbaio del cane, coperto dai rumori di fondo della città. I vicini in campagna saranno invece piuttosto disturbati anche da un singolo abbaio (soprattutto se non sopportano i cani).

La normale tollerabilità fornisce quindi al giudice un margine di manovra nel giudizio, e la possibilità di valutare caso per caso l’effettivo disturbo arrecato alla quiete pubblica (codice penale), o ad un vicino di casa (codice civile).

Rispetto

Per evitare di incorrere in situazioni spiacevoli ed evitare inutili spese giudiziare, è sempre meglio rispettare i nostri vicini (nei limiti della ragionevolezza). Ecco alcuni consigli su come affrontare il problema: Il mio cane abbaia troppo


Non perdere tutti gli Aggiornamenti GRATIS: Clicca su Mi Piace!

Commenti

commenti