Lasciare il cane solo a casa? Ecco come fare

Partiamo da una considerazione:  se ci troviamo in un parco e perdiamo di vista il nostro cane, cosa succede? Lo cerchiamo con lo sguardo, chiediamo alle persone presenti se l’hanno visto, continuiamo a cercarlo. Subito dopo iniziamo a chiamarlo, a fischiare, poi a urlare il suo nome.

Camminiamo nei paraggi, poi acceleriamo il passo, poi corriamo. Se l’assenza si prolunga ci attacchiamo al telefono per chiedere aiuto e coinvolgiamo il mondo intero nelle ricerche.

Tutti questi comportamenti cosa denotano? PANICO.

Perchè allora continuiamo a stupirci quando è il cane a preoccuparsi della nostra assenza? Li lasciamo spesso in una casa vuota, enorme dal loro punto di vista. Magari anche ben riposati dopo una notte di sonno e pronti a vivere una nuova giornata.

Non può dunque essere considerato anormale o patologico il fatto che il cane in qualche modo “protesti” per il nostro allontanamento, che non cerchi di raggiungerci grattando sulla porta o che non provi a saltare la recinzione del giardino.

Un comportamento più anormale è quello di un cane che (non essendo mai stato lasciato da solo) si adatta subito alla solitudine più assoluta in breve tempo.

Detto questo lasciare un cane solo in casa, anche per poche ore,  è purtroppo una necessità per molti di noi, e dobbiamo con molta pazienza trasmettergli calma e consapevolezza in modo da affrontare in modo più sereno questo nostro comportamento innaturale.

Per quanto abbiamo appena detto qui sopra, servirà quindi anche una buona dose di comprensione ed empatia nei suoi confronti: stiamo cercando di fargli capire qualcosa di innaturale per una nostra esigenza.

Perchè innaturale? Perchè nel mondo dei cani non è previsto “lasciare a casa qualcuno”. In un gruppo di cani in libertà nessuno viene lasciato “a casa”. Se il gruppo si sposta da qualche parte è principalmente per migrare o cacciare e sono attività che vengono svolte in gruppo.

L’allontanamento di un individuo è piuttosto raro, e può essere volontario o perchè cacciato dal resto del gruppo.

Ansia da separazione

Siamo noi molto spesso a creare l’ansia nel cane. Se già usciamo da casa sapendo che al ritorno troveremo un disastro, saremo quantomeno preoccupati. Andremo dal nostro cane a parlargli (per rassicurarlo) cercando di fargli capire che non deve fare sciocchezze in nostra assenza.

Conversazione del tutto inutile, perchè oltre a non capire una sola parola di quello che gli abbiamo detto percepirà la preoccupazione nel nostro tono di voce.

Per prima cosa cerchiamo di essere onesti con noi stessi e poniamoci una domanda: è più in ansia il cane o noi al pensiero di doverlo lasciare? Se la seconda opzione fosse il vostro caso sarebbe bene partire da li.

Che sia rabbia, frustrazione, gioia, euforia, negatività, non c’è nessuna emozione che possiamo nascondere al nostro cane, figuriamoci l’ansia (per approfondire clicca qui). Il nostro stato d’animo deve dunque essere più sereno possibile.

Con molta pazienza, insegnargli il distacco

Non è raro vedere cani che seguono il proprio umano anche in bagno… Per quanto venga interpretato come un segno di amore estremo, è di vitale importanza creare autostima e autonomia nel cane che ci permetterà di lasciarlo solo qualche ora senza trovare disastri.

Cucciolo

Se avete un cucciolo avrete la fortuna di poter iniziare fin da subito ad abituarlo alla vostra assenza. Sarebbe bene iniziare lasciando il cucciolo solo in una stanza per qualche minuto, ad esempio chiudendosi in una stanza e lasciando il cane fuori dalla porta.

Il senso del tempo nel cane è piuttosto vago, quindi non sorprendetevi se al vostro ritorno dopo pochi minuti vi farà festa come se foste appena tornati da un viaggio.

Siate coerenti e fate molta attenzione a non tornare al primo abbaio, lamento, pianto. Se lo fate, gli starete spiegando il metodo per ottenere quello che vuole nella vita.

Aspettate qualche minuto e quando si sarà calmato rientrate come se nulla fosse. Se non dovesse calmarsi, accontentatevi in un primo momento di piccoli istanti di silenzio per rientrare.

Una cosa molto importante in questi casi è la gradualità. Pian piano, dovrete aumentare il tempo di “solitudine”, passando da 5 minuti, 10, 30, 1 ora fino ad arrivare nel modo più graduale possibile a lasciarlo per 2-3 ore.

Tenete conto dell’autonomia della vescica di un cucciolo (molto molto limitata), e non sorprendetevi di trovare qualche “incidente di percorso” sul pavimento.

Cercate di fare questi esercizi dopo una passeggiatina, o comunque quando vi sembra più rilassato.

Può essere utile lasciare al cane qualche giocattolo con cui distrarsi durante la vostra assenza (come il KONG, ad esempio), ma senza farla diventare un’abitudine.

Il cane, infatti, potrebbe finire con identificare il gioco con la solitudine e cominciare a rifiutarlo. Non si tratta infatti di tenere il cane impegnato quando non siamo casa, ma di fargli associare un stato d’animo calmo e positivo alla vostra assenza. Se non conosci il KONG, ecco qui:

Cane già adulto

Per quanto riguarda un cane adulto il problema è diverso. Se per tutta la vita è stato abituato a stare in compagnia, sarà un’impresa molto difficile fargli digerire anche solo mezz’ora di solitudine. Il principio di cui parlavamo prima, ovvero “il gruppo non lascia indietro nessuno”, è molto radicato, e non è neanche detto che si possano ottenere risultati apprezzabili senza l’aiuto di un educatore.

Il principio, anche qui, è lo stesso: la gradualità. Iniziate a lasciarlo pochi minuti solo in una stanza, fino ad aumentare molto lentamente la durata.

La reazione potrebbe essere diversa da quella di un cucciolo, che magari si limiterebbe a piangere. Un cane adulto potrebbe ad esempio iniziare a rosicchiare i mobili o distruggere un paio di scarpe (non per fare un dispetto, sia chiaro), semplicemente per sfogare la frustrazione di quella situazione nuova che non gli piace.

Qualunque cosa troviate al vostro ritorno è importante non sgridare o punire il cane in nessun modo. Il motivo è semplice: il cane non ha percezione della relazione fra il danno che ha causato e la vostra reazione. Se al vostro ritorno vi arrabbierete, l’unico messaggio che recepirà sarà che siete nervosi quando tornate.

Tutto ciò aumenterà il suo stato di ansia la volta successiva in cui sarà lasciato solo.

In caso di danni non fate né dite nulla, e ignorate il cane come se non fosse successo nulla. Anche se ha l’atteggiamento colpevole non ha alcuna idea del motivo per il quale siete arrabbiati. Ne abbiamo parlato qui in modo approfondito: Il cane prova senso di colpa?

Anche in questo caso può essere utile il KONG, per periodi di tempo limitati. Anche un osso può aiutare, dato che la masticazione contribuirà a rilassarlo e allevviare la sensazione di ansia.

Per saperne di più leggi anche i nostri Consigli per ridurre l’ansia da separazione nel cane.


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